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Roma, 15 aprile 2008

 

Cari amici della FITA,

nel corso dell’ultimo Consiglio Federale ho formalizzato ai Vostri presidenti regionali una decisione già maturata da tempo: lascio la presidenza della nostra Federazione.

Le motivazioni sono tante, ma tutte fondate sul grande affetto che continua a legarmi a Voi (che grande ricchezza rappresentate!) e al forte senso di appartenenza che sento verso la FITA.

Una per tutte: dopo aver ricoperto per tanti anni un ruolo che mi ha gratificato, consentendomi di scoprire giorno dopo giorno il Vostro modo di fare teatro per passione, è giusto che altri possano provare le medesime sensazioni in un momento in cui la Federazione è una grande realtà in tutto il territorio nazionale. Questo mi fa pensare agli inizi, quando assieme ad altri amici rappresentò un’incosciente scommessa riprendere le fila di una Federazione che era una delle tante. Oggi possiamo dire con orgoglio che la FITA è la Federazione del Teatro Amatoriale più grande, più strutturata, più organizzata e più riconosciuta. E questo va a merito di tutti: dalle singole associazioni che la compongono ai quadri nazionali e territoriali.

Detto questo non vorrei che pensaste ad un mio disimpegno totale. Rimarrò in questa meravigliosa Federazione cogliendo insieme a voi le sfide che ci aspettano nell’immediato. Sono stata sempre convinta che si possa e si debba dare il proprio contributo a prescindere dai ruoli e sono già pronta a farlo. Ma tutto ciò sarà argomento del prossimo Congresso di Viterbo, al quale auspico parteciperete in gran numero perché possa essere un vero momento di incontro e di confronto.

Sono fiduciosa perché, anche in momenti molto delicati (e sono stati tanti in questi anni), la nostra Federazione, ma direi meglio i nostri associati, hanno dimostrato di avere a cuore prima di ogni cosa i valori fondanti della FITA. Tutti i congressi hanno dato prova che la nostra è una Federazione vera: storie, culture ed esperienze diverse tra regioni distanti migliaia di chilometri tra loro (questa è l’Italia), hanno trovato la sintesi nel sentimento comune verso il teatro amatoriale della FITA e nella voglia di coltivarlo tutti insieme. Nessuno di noi ha mai pensato di essere migliore dell’altro; semmai di vivere condizioni diverse e più o meno favorevoli; ma chi sta meglio ha sempre sentito il dovere di aiutare gli altri; questo è lo spirito solidale di una Federazione. Ecco perché, nonostante qualche incomprensibile iniziativa di alcuni che in questi anni mi hanno convinta che condividessero questi valori, sono convinta (o almeno auspico) che alla fine prevarrà il buon senso, quanto meno quello delle singole associazioni. Mi riferisco agli amici della struttura del Veneto che in questi giorni hanno iniziato delle consultazioni (?) con le compagnie FITA della regione per decidere se rimanere o no all’interno della nostra Federazione. E’ un fatto che mi addolora e le ragioni poste a base di tale discussione non le comprendo  appieno e Vi assicuro non solo io. Certo mi sarei aspettata che prima fossero state poste all’ultimo Consiglio Federale e che non fossero poste solamente un mese prima del congresso, specialmente dopo che per tanti anni (e non solo nell’ultimo quadriennio del mandato) si è lavorato in  collaborazione e sinergia tra tutte le regioni ed il Consiglio Direttivo, Veneto compreso. Ferme le naturali e costruttive differenze di opinioni.

Anzi ,spesso, nell’ambito del Federale il Direttivo ed il Veneto hanno votato in maniera conforme. Anche a proposito dei bilanci .

E d’altra parte ciò che è accaduto a Bellaria, non va dimenticato, ma ricordato per quello che è stato e cioè una crisi di crescita, superata, grazie alla maturità offerta proprio dai quadri della Federazione. Parlarne nuovamente  a distanza di un mese dal Congresso mi sembra  inutile e strumentale. Dispiace anche che, nel momento in cui la Federazione decide di aprirsi fattivamente all’ Europa con un ruolo propositivo,gli amici del Veneto possano, anche soltanto pensare di richiudersi in se stessi.

Probabilmente anche quella di oggi è una crisi di crescita e,  sempre probabilmente, è fisiologico che avvenga nella regione che rivendica, a ragione, un ruolo di primo piano nella Federazione. Ma Cari amici Veneti, e qui mi rivolgo direttamente a Voi, si tratta, comunque, di un primato inter pares ( tra pari come dicevano i latini). Solo, avendo chiaro questo concetto, potrete continuare ad essere un termine di paragone positivo per la Federazione. Come io mi auguro di cuore. Come tutti ci auguriamo. E sono anche sicura che la posizione del Veneto è motivata dal solo scopo di far crescere la nostra Federazione.

 Ma tant’è: sono abituata a rispettare (pur non condividendole) le posizioni degli altri. Se rimanessero tali sarà il congresso la sede naturale nella quale confrontarsi: senza polemica, ma Vi assicuro con tanti argomenti.

Grazie,  davvero grazie. A tutti Voi.

 

Fiammetta Fiammeri

 

 


 

F.I.T.A.

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TEATRO MATORI – AITA                         DI CULTURA LATINA – C.I.F.T.A                 ITALIANA DELLO SPETTACOLO         ED INDUSTRIALI
 

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